Territorio

Cosa Vedere

TODI


La nascita di Todi è molto lontana nel tempo: la leggenda narra di una maestosa aquila che sottrasse un drappo al popolo dei Veii Umbri per deporlo sulla cima di un colle, dove poi gli stessi Veii decisero di fondare la città a cui venne dato il nome “Tutere” dall’origine incerta, probabilmente significa confine.

Da qui lo stemma della città: un’aquila ad ali spiegate che tiene fra i suoi artigli un drappo.  Del periodo umbro-etrusco e poi romano restano alcune testimonianze architettoniche ma è soprattutto nel periodo medievale che Todi raggiunge la massima espansione territoriale come libero Comune e si arricchisce di stupende opere che ancora caratterizzano e dominano la città e fanno di Piazza del Popolo una delle piazze più belle d’Italia dove si fronteggiano il potere sacro rappresentato dal Duomo (XII sec) e il potere temporale rappresentato dal palazzo del Popolo (1213), dal Palazzo del Capitano ( 1292) e dal Palazzo dei Priori (XIV sec).

Nel XIII secolo viene realizzato il terzo cerchio di mura , quello che ancora oggi si può ammirare e che racchiuse la nuova struttura urbanistica medievale rimasta praticamente inalterata fino agli anni ’70 quando cominciò ad espandersi la parte nuova della città al di fuori delle Mura.
Lungo le Mura ancora oggi si possono ammirare Porta Romana, Porta Fratta o Amerina, Porta Orvietana e Porta Perugina.
Alla magnificenza di Piazza del Popolo si aggiungono altri bellissimi monumenti come la chiesa gotica di San Fortunato (1400) nella cui cripta è sepolto uno dei personaggi più illustri di Todi: Jacopone da Todi(1230-1306).

C’è poi l’isolata e imponente chiesa di S. Maria della Consolazione (XVI sec) attribuita al Bramante ed ancora il Tempio del Crocefisso sul lato opposto della città.

Per scoprire la bellezza calma e rilassante di Todi non bisogna rinunciare a passeggiare anche nei vicoli e viuzze del centro storico, ricche di storia e scorci incantevoli dove ancora si affacciano le chiesette di vari ordini monastici e le porte a tutto sesto delle botteghe artigiane in cui ancora oggi lavorano e creano falegnami, fabbri, restauratori e ceramisti.

A questo scopo il Parco Culturale della Citta di Todi organizza delle visite in luoghi restaurati e normalmente non accessibili al pubblico in base a determinati itinerari (info tel 075 8944148).



ASSISI


La città in pietra rosa posta alle pendici del Monte Subasio è la patria della spiritualità umbra. La storia dei suoi grandi santi, Francesco e Chiara si unisce all’opera dei più famosi pittori del Medioevo. E’ possibile iniziare la visita dalla parte alta della città, così da avere un agevole percorso in discesa.
Basilica di Santa Chiara: Fondatrice dell’ordine delle Clarisse, Santa Chiara è sepolta nella chiesa dove si conserva anche il Crocefisso che parlò a San Francesco.Piazza del Comune. Austeri ed eleganti i palazzi pubblici del Comune medievale: il Palazzo dei Priori, il Palazzo del Capitano del Popolo e la Torre del Popolo. Incastonato, un interessante tempio romano detto della Minerva.

Basilica di San Francesco: Centro della spiritualità francescana e culla dell’arte medievale europea, fu costruita sopra la tomba del Santo di Assisi. La doppia Basilica papale fondata da Gregorio IX, è un capolavoro architettonico che racchiude il meglio dell’arte italiana del medioevo, da Cimabue a Giotto, da Simone Martini a Pietro Lorenzetti da Jacopo Torriti a Pietro Cavallini. I cicli affrescati del Vecchio Testamento e dei Vangeli si intrecciano con le scene francescane esprimendo il momento culminante della teologia medievale all’epoca del pieno sviluppo storico dell’ordine francescano.

Cattedrale di San Rufino. Una splendida facciata romanica domina la parte alta di Assisi, che conserva intatto il fascino dei vicoli medievali. San Damiano. Luogo centrale nelle vite di Francesco e Chiara, Eremo delle Carceri, oasi di pace e simbolo dell’alta spiritualità di San Francesco, Basilica di Santa Maria degli Angeli.



PERUGIA


« Perugia, munita di grandi mezzi di difesa dalla natura e dalla mano dell’uomo, sorge improvvisamente su di un’altura » (Charles Dickens Pictures from Italy, Londra 1846) per saperne di più…
Perugia è una delle più belle città etrusche d’Italia. Le sue pietre dai colori caldi, i suoi palazzi maestosi e i continui saliscendi hanno affascinato poeti e pittori di ogni secolo. Il centro storico sorge su una collina e altre colline, visibili in molti punti delle vie cittadine, lo circondano. Il cuore antico di Perugia è un variegarsi di forme, volumi e colori: mattoni, travertino, marmi, colonne, archi, porte, mura che tracciano la sua lunga storia e quella dei popoli e delle civiltà che l’hanno abitata: etruschi, romani, la ricchezza dello Stato Pontificio.
Da non perdere: Galleria Nazionale dell’Umbria, che custodisce, tra gli altri, opere del  Pinturicchio, di  Piero della Francesca e del Perugino Museo Capitolare di San Lorenzo.
Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria.
Museo delle Porte e delle mura Urbiche.
L’Arco Etrusco, una delle sette porte delle mura etrusche di Perugia.
Fu costruito nella seconda metà del III secolo a.C. e fu fatto ristrutturare da Augusto nel 40 a.C. dopo la sua vittoria nella guerra di Perugia. Rappresenta la più integra e monumentale delle porte etrusche cittadineLa Fontana Maggiore (detta anche Fontana di Piazza), simbolo di Perugia situato al centro di piazza IV Novembre. Costruita alla fine del 1200, per celebrare il nuovo acquedotto della città, è composta da due vasche di marmo decorate con rappresentazioni dei mesi dell’anno, della tradizione agraria e della Bibbia.
Palazzo dei Priori, un imponente edificio duecentesco in stile gotico:
oggi è sede del Municipio e ospita anche la Galleria Nazionale dell’Umbria. Le stanze di questo palazzo sono davvero magnifiche, la Sala dei Notari e la Sala del Consiglio sono ricche di affreschi e decori antichi, tra cui anche un’opera del Pinturicchio. La Cattedrale di San Lorenzo in piazza IV novembre è una delle basiliche più famose, come anche la Chiesa di San Severo, con i suoi unici affreschi che portano la firma del Pinturicchio e di Raffaello. La basilica più grande e imponente di tutta l’Umbria si trova proprio sulla collina di Perugia: la Basilica di San Domenico, che vanta anche una delle più grandi finestre gotiche costruite nel Quattrocento.



ORVIETO


Importante centro etrusco identificabile con Volsinii veteres decadde in epoca romana. Più volte occupata durante le invasioni barbariche, sotto i Longobardi (dal 606) ebbe suoi propri conti. Comune autonomo dal 1137, presto divenne roccaforte guelfa in Italia centrale.

Al 1199 risale la nomina papale del primo podestà, il romano Pietro Parenzo; ma le lotte cittadine tra le opposte fazioni dei Monaldeschi (guelfi) e dei Filippeschi (ghibellini) continuarono durante il sec. 13°, finché il papa Martino IV fu costretto ad abbandonare la città, dove a lungo aveva risieduto la corte papale, di fronte al prorompente moto antiangioino e antifrancese (1282).

Durante la discesa di Enrico VII imperatore, con la cacciata dei Filippeschi (1313), cadde la resistenza della fazione ghibellina e nobiliare. Il comune democratico che ne seguì ebbe breve vita e, nel 1334, Ermanno Monaldeschi divenne il primo signore di Orvieto. Alla sua morte (1337) le ambizioni di dominio provocarono nuove discordie fra i Monaldeschi, ora suddivisi in rami concorrenti; occupata dai Visconti (1352), nel 1354 la città fu incorporata allo Stato della Chiesa dal cardinale Albornoz. All’epoca del grande scisma fu soggetta a varie signorie esterne finché nel 1448 ritornò al papa. Dopo la parentesi napoleonica fu incorporata nella delegazione di Viterbo e, nel 1831, tornò capoluogo. Nel 1860 fu occupata dalle truppe sabaude.

Il Medioevo ha caratterizzato l’aspetto di Orvieto: badia dei SS. Severo e Martino (12°-13° sec) ; S. Giovenale (11° sec., con affreschi del 13° e 14° sec.). S. Andrea (11°-12° sec., più volte restaurata) conserva resti di una costruzione del 6° secolo.

Del 12°-13° sec. sono varie case di abitazione, il Palazzo del popolo, il Palazzo vescovile e il Palazzo dei papi o Soliano (1297). Il duomo (1290-1319) è una delle più importanti costruzioni romanico-gotiche d’Italia: iniziato nel 1290 da fra Bevignate su progetto di Arnolfo di Cambio, fu continuato da L. Maitani, che progettò la facciata. All’interno, la cappella di San Brizio, di L. Signorelli con volta del Beato Angelico; altre opere importanti da visitare: il pozzo di San Patrizio,  Orvieto underground.



GUBBIO


Gubbio, fu importante città umbra (di cui si ha notiziadalle Tavole eugubine ➔ iguvine, tavole). Dal principio del 3° sec. a.C. alleata dei Romani, che alla fine della guerra sociale la eressero a municipio (Iguvium; più tardi Eugubium). Distrutta daTotila (552) durante la guerra greco-bizantina, nel Medioevo divenne Comune popoloso e fiorente; nonostante le lotte interne e la sua partecipazione alle guerre tra il Papato e l’Impero, riuscì a estendere la propria giurisdizione su un vasto territorio.

Nel 13° sec. prevalse la parte guelfa e l’importanza del Comune trovò conferma nella presenza in molte città guelfe della Toscana e dell’Umbria di podestà e capitani del popolo eugubini.

La città era in signoria a Giovanni Gabrielli, quando Albornoz la conquistò per la Chiesa, intorno al 1360; ribellatasi all’autorità papale nel 1376, per tre anni si resse ancora a libero Comune. Nel 1384 si diede volontariamente in signoria ai Montefeltro: da allora la sua storia si confonde con quella del ducato di Urbino nel quale godette di speciali privilegi.

Ricca di testimonianze archeologiche romane, Gubbio conserva l’aspetto medievale: Palazzo dei Consoli (1332-37, Angelo da Orvieto e Gattapone), ora sede del Museo Civico e della Pinacoteca Comunale; palazzi Pretorio e del Bargello (13° sec.). Fra le chiese, S. Pietro (13° sec.); la cattedrale (13° sec.; facciata del 16°, con sculture del 13°); S. Francesco (1259; rifatta nel 17° sec.); S. Domenico (l’antica S. Martino, 1287); S. Agostino (13° sec.). Il palazzo dei Montefeltro (o Ducale, 1480 ca.) fu eseguito forse su disegni di Francesco di Giorgio Martini. A G. fiorì nel 15° sec. l’arte della maiolica, con Giorgio da Gubbio.

Fra le manifestazioni tradizionali, va ricordata la caratteristica ‘corsa dei ceri’, che ha luogo il 15 maggio di ogni anno, vigilia della festa di s. Ubaldo, patrono della città.



MONTEFALCO


Montefalco Forse l’antica Mons Faliscus (o Falliene), distrutta durante le guerre civili del 1° sec. a.C., nel Medioevo ricordata sino alla metà del 13° sec., con il nome di Corcurione (o Coccurione). Devastata dalle milizie dell’imperatore Federico II (1249), risorse a comune fiorente; papa Giovanni XXII vi fece costruire nel 1329 una rocca, che i Trinci di Foligno demolirono nel 15° sec., quando ebbero la temporanea signoria di Montefalco. Tornò poi stabilmente alla Chiesa e fu eretta a città da Pio IX nel 1848.

Si conservano parti delle mura di cinta (14° sec.). Il Palazzo Comunale (1270, poi rimaneggiato) ha un portico del 15° secolo. Le chiese di S. Agostino (13°-14° sec.), di S. Chiara e di S. Illuminata hanno affreschi dei sec. 14°-16°; S. Francesco (14° sec.), trasformata in museo, ha opere del Perugino e un importante ciclo di affreschi di Benozzo Gozzoli.


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